Sull'opuscolo di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori)

Osservazioni dell'Ing. V. Formigari e di M. Di Pietrantonio

Sull'inveterata abitudine...

...di rispolverare sistemi già in passato utilizzati, presentandoli come tecnologicamente avanzatissime soluzioni. E' il caso dei nuovi treni di NTV, chiamati anche Italo o treni di Montezemolo, in un opuscolo di propaganda dei quali troviamo

"Italo e' basato sulla tecnologia di ultimissima generazione dei treni Alstom AGV ad altissima velocita', e prevede il sistema di motorizzazione ripartita su tutto il convoglio, anziché concentrata sulle motrici di testa e di coda. Questo concetto innovativo permette di eliminare le motrici..."

Non sanno forse, gli estensori dell'opuscolo, che questa soluzione fu giù usata nel 1936 per gli elettrotreni Breda ETR200 e, dopo la guerra, per i convogli ETR300 e ETR250 (Settebello ed Arlecchino) e che è di uso comune in molte costruzioni tramviarie e ferroviarie leggere (ad es. gli elettrotreni della fu Roma-Fiuggi). Quanto poi ad eliminare le motrici, ci sembra che il sistema faccia tutto il contrario, rendendo motrici tutte le carrozze del treno. Ci dicono anche che

"L’architettura articolata con motorizzazione distribuita, inoltre, elimina gran parte delle vibrazioni e del rumore prodotto dal movimento a bordo, ammortizza i movimenti tra le carrozze, ottimizza l’aerodinamica, garantisce una sicurezza ottimale, e riduce le spese di manutenzione del 15%."

Come, rendendo motori i carrelli intermedi, si ottengano questi mirabolanti risultati e che cosa abbiano a che fare l'aerodinamica e la sicurezza col fatto che un carrello sia motore o portante, va oltre la nostra immaginazione. Circa la manutenzione, vorremmo vedere come alzeranno tutto il treno di undici casse in caso di intervento su un carrello.