Slogan autobus Atac, polemica inutile


Alzare polveroni, fare chiasso, è tipico del centrodestra, conosco bene i loro meccanismi perversi; ovviamente starnazzano su argomenti superficiali, che non hanno alcuna importanza. Ma loro sono così, bisogna compatirli, per uno spicchio di notorietà sono pronti a commettere qualsiasi bassezza. Ed eccoli a sparare cazzate, le solite cazzate, senza pensare che ai romani, come al sottoscritto, tali polemiche non interessano. 

E se sono convinti di star dalla parte della ragione, andassero dagli utenti o dal personale Atac e gli mostrassero la tanto vituperata foto del display, oppure venissero qui, nel nostro Municipio, a raccontare la storiella, io li accoglierei a braccia aperte. L'ideale sarebbe organizzare, magari in una delle tante piazze di Torbellamonaca, un bel dibattito sui trasporti pubblici e sull'Atac o sulla gestione dei servizi sociali nel nostro territorio. Gli argomenti ci sarebbero, manca la volontà ed il coraggio da parte di costoro, che si permettono di pontificare, di sputare sentenze, come fossero dei magistrati; già si sono dimenticati di aver politicamente sostenuto l'amministrazione uscente, che con le sue scellerate azioni, tra un' assunzione a cazzo e l'altra e le inchieste giudiziarie, ha letteralmente macellato l'Atac e le altre società controllate dal Campidoglio. Ma fatemi il piacere. Sciò, via, state ad un palmo dai miei lombi, voi rappresentate un modello di politica superato, vecchio, corroso, stantio, che non mi appartiene più. Ah, dimenticavo, se proprio volete fare qualcosa di serio, in modo da dare un senso alla vostra attività politica, incominciate a rispondere ai quesiti che ho posto nel Blog, sarebbe un buon inizio.   


Ringrazio pubblicamente la redazione de Il Messaggero e di RomaToday, le quali mi hanno consentito di rispondere a questi signori.



PARTE PRIMA
- come tutto ebbe inizio -

Lunedì sera, mentre ero sul punto di lasciare il comitato elettorale del nostro candidato alla Presidenza del Municipio, Marco Scipioni, mi squilla il cellulare. Era Andrea Gerli, il giornalista de Il Messaggero: voleva conoscere i dettagli della vicenda, aveva notato la famosa immagine sul mio Blog. Gli ho spiegato come stavano effettivamente le cose, che avevo ricevuto la fotografia da un'email anonima, come spesso avviene in questi casi; anonima nel senso che  l'indirizzo email era palesemente fittizio, farlocco, come si usa dire a Roma. Rispondo tranquillamente alle sue domande, non ho nulla da nascondere, ricordo di essere stato l'unico candidato a pubblicare il casellario giudiziario, piccolo inciso, e ci lasciamo. Passano poche ore e l'intervista appare sul sito del noto quotidiano romano. Credevo che tutto fosse finito lì, invece...la notizia prima è stata ripresa da numerose testate online, in molti casi è stata abilmente alterata la realtà, poi sono arrivate le battute infelici degli esponenti di ciò che è rimasto del centrodestra. A questo punto ho deciso di buttare giù il comunicato stampa, in stretta sinergia con l'ufficio stampa della Lista Civica per Marino Sindaco