Notizie Flash dai Trasporti

Sotto il sole di Roma - Un acquazzone di mezz’ora, minuto più minuto meno, e la Linea A della metropolitana si ferma, di nuovo: scale di accesso subissate, infiltrazioni ovunque, nei mezzanini come nelle banchine, e piano del ferro trasformatosi in un fiume in piena – fortuna vuole che le idrovore a Ponte Lungo ancora reggono! -. È un film già visto, trito e ritrito, i romani sono ormai abituati a rimanere a piedi, specie se piove, da quella che fu la Linea Arancione, spina dorsale della Città Eterna, e a combattere con la disorganizzazione di Atac, che in questi ultimi anni ha raggiunto livelli agghiaccianti. E se è vero che alla prima folata di vento la metropolitana si blocca, è altrettanto sacrosanto che nella Direzione Comunicazione della Società, capeggiata da Maurizio Sgroi, fanno a gara per sparare la baggianata più sensazionale. Ieri (27 agosto) se ne sono usciti attribuendo «alle avverse condizioni metereoligiche» l'ennesima interruzione della linea, come se la A fosse un servizio traghetti. Mah! Stando così le cose, consiglio agli utenti di consultare il meteo e il bollettino della navigazione, prima di oltrepassare i tornelli della metropolitana. 



Sulla Orme di Alemanno  Caro Sindaco Marino, così non va. Passi la nuova disciplina di traffico su via dei Fori Imperiali, che sinceramente poteva essere pensata meglio, passi il limite dei 30 Km/h su via Labicana e sulla stessa Fori Imperiali, con annessi autovelox, in modo da scoraggiare gli automobilisti cretini, ma estendere tale limite anche agli autobus di linea e ai tram, no, questo proprio no. Ma come, in campagna elettorale ha dichiarato di voler potenziare il trasporto pubblico, specie quello su rotaia, e poi che fa, alla prima occasione utile, zac, va a castrare sia gli autobus sia i tram? E no, caro Sindaco, non ci siamo. Mi creda, una simile decisione, che influisce negativamente sulla velocità commerciale, ce la potevamo aspettare da Alemanno o dalla sua ciurma squinternata. Rifletta.

Posti in Piedi nella Direzione Metroferro – Alemanno sarà ricordato per aver creato e allo stesso tempo sfasciato Atac SpA. L'ultima zampata gliel'ha data lo scorso febbraio, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, quando mise nuovamente le mani all’organigramma, col chiaro intento di salvare i suoi amici e di imporne altri. Il caso più clamoroso si registra nella Direzione Metroferro, laddove grazie all’inserimento di nuove caselle, una riservata all’amico G.B. Nicastro, già Direttore di Esercizio, l’uomo delle Disposizioni errate e riscritte, sono state aumentate il numero delle poltrone. Ora nella Direzione si contano ben 4 dirigenti, 3 in più rispetto a prima, e un condirettore:

Vittorio Sebastiani - Responsabile Direzione Metroferro (retribuzione annua lorda: € 116.338);
  Giavanni Battista Nicastro - Direttore Esercizio Metroferro (retribuzione annua lorda: € 170.000);
   Alberto Vinci – Servizio Ferrovie Concesse (retribuzione lorda annua: € 93.063);
  Claudio Scilletta – Servizio Metro A e B (retribuzione lorda annua: € 93.064).

«L’ing. Sebastiani – si legge nella Disposizione Organizzativa n. 2 del 01.02.2013 – si avvale del supporto del Dott. Emilio Cera (retribuzione lorda annua: € NON AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE) in qualità di Condirettore».

Cinque dirigenti, uno subordinato all’altro, i cui ruoli sono tanto nebulosi quanto onerosi, soprattutto per le esigue casse di Atac. Ma adesso che il Tribunale ha reintegrato (giustamente!) l'ex direttore di esercizio Antonio Gennaro Maranzano, come si metteranno le cose?

AAA Treni cercasi –  Se la Direzione Metroferro trabocca, i depositi-officina, al contrario, laddove si produce, sono deserti.  Qualche anno fa i responsabili riuscivano ad arginare l'emorragia, ma ora, col blocco delle assunzioni e i pensionamenti, è diventato pressoché impossibile far quadrare i conti, sono davvero troppi i turni da coprire ogni giorno. Troppi. Sulla Giardinetti, ad esempio, sono rimasti solo 60 macchinisti, 20/25 in meno rispetto alla mole di lavoro programmata. Tuttavia, anche se l'Azienda riuscisse a colmare questa lacuna, cosa al momento improbabile, rimarrebbe comunque il problema legato al materiale rotabile, altra gatta da pelare (sulla stessa barca si trovano la Lido, la RomaNord e la Linea B). Dei 12 elettrotreni in dotazione a Centocelle, infatti, 6 a 3 casse (serie 820) - i più capienti e rapidi del parco - e 6 a 2 casse (serie 830), attualmente soltanto 5 di questi (2 820 e 3 830) riescono a varcare la soglia del deposito; gli altri aspettano, alcuni da tempo, come nel caso dell'ETR 824, i pezzi di ricambio (soprattutto motori, carrelli e compressori). Piangono miseria anche i treni bloccati (serie 01, 100 e 420), quelli composti da una elettromotrice e da 2/3 rimorchiate semipilota, materiale degli anni 20/30/40, con tutto che le loro parti elettromeccaniche si possono rigenerare in modo più semplice.
Tornando agli elettrotreni serie 820 (ET 81), è interessante scoprire dov'è andata a finire la  gara d'appalto n. 82/2012 ([…] «natura del servizio: forma oggetto dell’appalto l’esecuzione degli interventi di revisione generale di n. 5 elettrotreni serie ET 81, per un importo presunto dell’appalto pari ad euro 2.498.398,00 […]», data l’ingente somma stanziata e visto il ruolo che la Giardinetti ricoprirà quando la Linea C aprirà i battenti.