L'indignazione della Quintavalle

  
 L’articolo de Il Messaggero (“Atac, il record dell’assenteismo, ogni giorno a casa 1.400 persone”), apparso ieri, 26 febbraio, sulla Cronaca di Roma, continua a suscitare polemiche nel mondo degli autoferrotranvieri romani. Dopo il comunicato della Fast-Confsal, infatti, è arrivata, puntuale, la staffilata di Micaela Quintavalle, che ha reso pubblica la lettera indirizzata al direttore del quotidiano: «Vi scrivo per verbalizzare la mia profonda indignazione».

  Nella sua lettera, la fondatrice e presidente del nuovo movimento sindacale Cambia-Menti M410, «avulso dalle logiche di partito e di sindacato che hanno governato sino ad oggi all’interno del panorama istituzionale e amministrativo locale e nazionale», smonta l’articolo riga per riga. «Sono convinta che un buon giornalista – ha scritto - si debba quantomeno informare. Invece il sig. Tagliapietra [l’autore ndr] in materia dimostra di essere assolutamente incompetente».

  Libero con paga - «Innanzitutto il signor Tagliapietra sostiene che il libero con paga sia “un turno in cui l’autista è in servizio ma non c’è sul mezzo da guidare. Autisti che vengono impiegati senza lavorare”. Il signore afferma il falso, e di questo va informato. Tanto lui, quanto Voi della redazione, che gli avete affidato il servizio, quanto i cittadini, il cui giudizio sull’operato degli autisti sarebbe forviato. Il libero con paga esiste solo nei giorni festivi, escluse le domeniche (lavorando le quali noi percepiamo solo 5,16 Euro in più essendo turnisti, e ce ne staremo volentieri a casa con i nostri figli e le nostre famiglie). Per giorni festivi si intende, e ve lo specifico come se mi rivolgessi a bambini di due anni, ma evidentemente non siete in grado di comprendere alcune cose: il primo e il 6 gennaio, la Pasqua e la Pasquetta, il 2 e il 29 giugno, il 25 e il 26 dicembre, etc. ect. In questi giorni il servizio è ridotto perché le scuole sono chiuse e c’è meno traffico, quindi gli autisti impiegati a turno percepiscono una retribuzione doppia, com’è giusto che sia (immagino che anche il signor Tagliapietra venga remunerato diversamente se da incompetente qual è scriva il suo articolo a Natale piuttosto che in un giorno feriale). Mentre gli altri autisti rimangano a casa e percepiscono la retribuzione normale».

  Malattia e assistenza - «Inoltre, il signor Tagliapietra parla di “Assenti giustificati per assistere un paziente disabile o per malattia con punte di assenteismo che toccano il 22%”. Immagino che con 38 di febbre, il signor Tagliapietra stia a casa o comunque, da incompetente qual è potrà scrivere solo qualche eresia in più sui suoi articoli, causa quello stato patologico temporaneo che comporta un’alterazione del sistema di termoregolazione. Se invece noi autoferrotranvieri ci mettessimo alla guida in queste condizioni, non salvaguarderemmo né noi lavoratori né gli utenti, che con amore e competenza trasportiamo ogni giorno. Forse il signor Tagliapietra va informato della realtà incontrovertibile che sui nostri certificati ci sia una diagnosi medica di medici competenti; di medici che hanno fatto un percorso di studi di due anni. Non ci sono persone incompetenti come lui che scrivono articoli senza informarsi sui fatti. Forse il signor Tagliapietra non ha mai avuto le mestruazioni: bisognerebbe spiegargli che la de laminazione dello strato superficiale della parete endometriale è un evento particolarmente doloroso; bisognerebbe dirgli che noi donne non abbiamo bagni per cambiare gli assorbenti, e siamo stanche di flogosi e infezioni per fare tale naturale cosa in mezzo ai prati. Quindi chi è l’incompetente? Il medico che ci ordina di stare a casa o il signor Tagliapietra che ci da degli assenteisti?»

  Fare come i privati? - «Se poi invece vogliamo fare come i privati, perché questo genere di articoli da incompetenti vogliono spingere l’opinione pubblica a virare verso l’obbligo della privatizzazione i trasporti pubblici, che ti intimano di proseguire anche quando il pronto soccorso ti benda un occhio, con 7 giorni di prognosi, urlandoti al telefono “togliti la benda e guida o ti licenzio”, allora il signor Tagliapietra sta raggiungendo il suo scopo.

  L’epilogo - «Non capisco – si domanda infine la Quintavalle – perché fino ad un po’ di tempo fa la stampa generale, e il Vostro giornale in particolare, si accanissero tanto contro gli autoferrotranvieri dell’Atac – invece di scrivere tante bugie o fare del sarcasmo su problematiche serie, il signor Tagliapietra potrebbe fare un’indagine e chiedere per esempio perché ad oggi i 115 interinali non siano ancora stati assunti). Oggi forse qualcosa sta per cambiare, perché giornalisti non incompetenti, come il signor Tagliapietra, danno anche a noi la possibilità di gridare la nostra voce». Alè.

  
   David Nicodemi