Caso dirigente-macchinista, la Lido aperta di notte. Lo sapevate?

Una nuova rilevazione riaccende i fari sulla grave vicenda che Atac cerca di nascondere

Sul caso del dirigente-macchinista, tirato fuori dal segretario regionale del Sul Renzo Coppini, emerge una nuova dinamica. Nulla di ufficiale, è ovvio, in Atac SpA sono fin troppo oberati a triturare i macchinisti/autisti nel prossimo Piano Industriale, e, di conseguenza, non trovano il tempo per far chiarezza sulla vicenda, neanche se c’è di mezzo la sicurezza sia degli utenti che degli esercizi metroferroviari.

«È tutto falso», avrebbe urlando il responsabile del personale di condotta Mario Impastato, in una delle sue tante visite ai depositi, «l’ingegner Alberto Lanzone è abilitato a ricoprire il ruolo di macchinista. Ha svolto l’affiancamento con me». E quando? «Di notte, sulla ferrovia Roma-Lido», avrebbe risposto lapidario il responsabile, sempre più nervoso.

Di male in peggio. Se tale affermazione dovesse trovare conferme, l’ingegner Lanzone ne uscirebbe con le ossa rotte, per una ragione molto semplice. I famosi 5000 chilometri, necessari a completare l’abilitazione ministeriale, lo ripetiamo sino alla nausea, devono essere svolti col treno in regolare servizio passeggeri. Lo prevedono le normative vigenti. Detto questo, il resto viene da sé. Nelle ore notturne, infatti, salvo orari paralleli che nessuno conosce, il servizio della Lido è fermo, non sono previsti treni passeggeri

È evidente che Impastato avrebbe cercato, il condizionale è d’obbligo, di salvare il salvabile, ma è l’intero impianto a non reggere la botta. E non solo per le sue dichiarazioni.

Una cosa del genere non deve cadere nel dimenticatoio, occorrono chiarezza e trasparenza da parte dell’Azienda, che, invece, continua a glissare, a girare la testa dall’altra parte. Si ricorda, infine, che condurre un treno senza abilitazione è un reato penale. Alè.

David Nicodemi