Atac taglia la Termini-Giardinetti. Appello del Cesmot e di Sferragliamenti

Fuori la Giardinetti, dentro gli autobus. E il paradosso è servito. Questa Atac SpA non si smentisce mai e, con una mossa sciagurata, spedisce in soffitta la tratta Togliatti-Giardinetti della ferrovia regionale, funzionale alla mobilità del quadrante sud-est della Capitale e complementare alla Linea C della metropolitana. La limitazione dell’esercizio inizierà lunedì prossimo, 3 agosto, salvo ripensamenti dell’ultima ora.

La disposizione operativa (numero 218) è stata emanata nella giornata di ieri, mercoledì 29, e porta la firma del Direttore di Esercizio Nicastro, sempre lui, che molti vorrebbero vedere alla porta insieme al fido Lanzone, il coordinatore delle ferrovie concesse, balzato agli onori della cronaca per il caso del dirigente-macchinista e per l’incendio alla rimessa di Tor Pagnotta. Incidente che poteva costare la pelle a numerosi dipendenti.

Nelle metropoli europee, le Amministrazione incentivano i sistemi a guida vincolata, rapidi e ecosostenibili, pure se doppioni, a Roma, invece, si continua a ragionare in maniera diversa. Si Taglia una ferrovia e si riempie la via Casilina con una sfilza di autobus - 50 (Termini-Tor Pignattara-Termini), 105 (Termini-Parco di Centocelle) e 106 (Parco di Centocelle-Grotte Celoni) -, i quali si sovrappongo sia alla Giardinetti che alla metropolitana. Il concetto è assurdo, in termini di costi, di traffico, di inquinamento e, non da ultimo, di efficienza, che stride coi principi fondamentali de Il Libro Bianco dei Trasporti - ma lo avranno mai letto?-.

Va detto che per eguagliare un convoglio della ferrovia servono circa tre autobus e mezzo. Pertanto, conti alla mano, ci si chiede quali sono stati i criteri che hanno portato a questa scelta? E dov’è la Regione Lazio, proprietaria dell’infrastruttura? «La limitazione – tuona il Cesmot - rende evidente e chiaro che l'unico interesse di Atac è la riduzione dei servizi su ferro per concentrarsi unicamente sui servizi con autobus. Oggi si inizia dalla Giardinetti, prossimo passo sarà la soppressione dei servizi lungo la Roma Nord, per terminare a breve con la trasformazione in bus della Roma - Lido, le cui prove di soppressione sono già avvenute in questi giorni quando, invece di cercare di risolvere le criticità di esercizio, si è preferito attivare dei bus integrativi. Non ci sarebbe nulla di cui stupirsi se anche sulle Linee A e B della metropolitana Atac vorrà sovrapporre nuove 3 o più linee di bus lungo l'intero percorso, come già avviene, in maniera inconcepibile, sulla Metro C con le linee 106 e 107». «Siamo alla schizofrenia pura. Non più tardi di due settimane fa – rincara Andrea Tortorelli del blog Sferragliamenti sulla Casilina - era invece rimbalzata la notizia che era in cantiere un progetto importante di ammodernamento della linea che prevedeva addirittura il suo ampliamento con derivazioni fino a Tor Vergata. Chi vuole togliere ferro non è un alleato del cittadino e non contribuisce a risolvere i problemi della nostra meravigliosa città».

Insomma, una cura del ferro al contrario, che rievoca logiche degli anni ’60, periodo in cui fu macellata buona parte della rete tranviaria romana, compresa quella dei Castelli Romani, a favore della mobilità privata e degli autobus, «un tipo di trasporto – precisa Tortorelli - decisamente più costoso da mantenere, più inquinante e che crea traffico».

Tra l’altro, in questa prima fase, la Giardinetti terminerà le corse alla stazione di Centocelle, ossia 700 metri prima della fermata Parco di Centocelle (Togliatti) della Metro C, e così facendo viene, di fatto, eliminato il nodo di scambio tra i due sistemi. Un’altra assurdità da annotare, che grida vendetta e che delinea la scarsa lungimiranza della dirigenza Atac. Mai un’Amministrazione, in tempi di crisi e con i prezzi del carburante alle stelle, avrebbe solo pensato di avallare una decisione del genere. Mai.

«Il Sindaco Marino e il Presidente della Regione Zingaretti – continua il Cesmot - intervengano prontamente per impedire quello che definire scempio è poco. Gli assessore ai trasporti regionale e capitolino, Civita e Esposito, insieme ai Presidenti ed assessori dei Municipi, provvedano attraverso i loro uffici a garantire il mantenimento dell'esercizio lungo l'intera linea Termini-Giardinetti arrivando, se necessario, alla rimozione immediata dei dirigenti responsabili, dei quali, per trasparenza chiediamo vengano resi immediatamente pubblici i nomi. Auspichiamo, come anche un intervento della Procura e della Corte dei Conti in merito a questo assurdo spreco di denaro pubblico».

Dal blog, Tortorelli invita i cittadini, che «hanno a cuore la salute del trasporto, a mobilizzarsi «per cercare di far Marino, Zingaretti e gli altri soggetti al centro di tale operazione», seguendo il suo esempio. «Buongiorno – si legge nelle email che ha spedito questa mattina - mi chiamo Carlo e sono uno studente appassionato di trasporti e mobilità. Da anni seguo le travagliate vicende della linea Roma – Giardinetti, la cui utilità è stata messa in discussione a seguito dell’apertura della linea C. La ferrovia, una potenziale metropolitana di superficie, nonostante non sia stata fatta manutenzione per quasi 20 anni, funziona ancora egregiamente e svolge il preciso ruolo di distribuzione della domanda della linea C nel quadrante Est della città. I quattro chilometri da Centocelle a Giardinetti prossimi alla distruzione, pur essendo coperti dalla linea C, verranno comunque sostituiti dall’autobus 106. Mi chiedo: perché non viene soppresso il servizio su gomma e non si potenzia il ferro esistente? Sembra di essere tornati al 1980, quando l’apertura della metro A diede il colpo di grazia alla morente ex tranvia dei castelli romani. Oggi la linea A è sovraffollata proprio perché attorno ad essa è stato creato un deserto che non deve essere assolutamente fatto sulla linea C, soprattutto perché quest’ultima non ha raggiunto un servizio a pieno regime. La famosa cura del ferro – conclude la nota - prevede che il metallo venga somministrato alla città per permettere la creazione di nuove metropolitane, ferrovie e tranvie ma anche per il mantenimento e l’ammodernamento delle strutture esistenti. Chi vuole togliere ferro non è un alleato del cittadino e non contribuisce a risolvere i problemi della nostra meravigliosa città».


«Domenica 2 agosto – precisa il blogger – ci incontreremo alle 22:00 alla stazione Roma – Laziali per prendere insieme l’ultima corsa per Giardinetti». Alè. 

   David Nicodemi