Sbarra di ferro sulla Metro A

Giornata infernale per la Metro A, rimasta interrotta per parecchio tempo, da Termini all'Anagnina. Ma a cedere è stata una sbarra di ferro

Giornata infernale per la Metro A, rimasta interrotta per parecchio tempo, da Termini all'Anagnina. Ma a cedere è stata una sbarra di ferro, altro che "alcuni pezzi di materiale laterizio", come riferito dall' l'assessore ai trasporti Meleo su facebook. Lo ha svelatoqualche istante fa, il senatore Stefano Esposito, che ha correlato il cinguettio con un'immagine che non lascia alcun dubbio. 

"Mi sono recata immediatamente nella stazione San Giovanni per capire esattamente cosa fosse successo", ha dichiarato la responsabile dei trasporti romani, "alcuni pezzi di materiale laterizio si sono staccati dalla volta, finendo a margine della galleria. Probabilmente a causa delle vibrazioni al passaggio dei treni. Non si è staccato un pannello di metallo né la linea elettrica aerea è stata danneggiata, come ho sentito dire in giro". "Ad accorgersi dell'anomalia è stato un macchinista che, alla guida del treno", aggiunge Meleo, "si è fermato ed ha segnalato il problema. I tecnici sono subito intervenuti ed hanno poi accertato che la caduta di laterizi non dipendeva da alcun problema strutturale né impediva la ripresa del servizio che, al termine delle verifiche di rito, è ripartito. Ho comunque chiesto ad Atac di effettuare un ulteriore sopralluogo questa notte per controllare nel dettaglio lo stato della volta nella stazione di San Giovanni. Controlli simili saranno effettuati nei prossimi giorni anche in altre stazioni della metro A. Abbiamo trovato una situazione critica nella manutenzione sia della metro che dei bus e di certo non è colpa nostra. Ma ora non è il momento di guardare indietro". 

"Bugiarda", ha risposto su twitter il senatore Esposito, "cara Linda Meleo questa foto secondo lei cosa racconta? Laterizi? Oppure sbarra di ferro sulla linea aerea, 1500 volt della metro A". L'esponente Dem ha poi riferito che il personale Atac sarebbe stato minacciato pur di evitare la divulgazione di quella stessa foto. "Se verranno fatte ritorsioni, le denuncerò pubblicamente". Alé. 
   David Nicodemi