Roma-Viterbo, la nuova stazione di Prima Porta appesa a una nomina?

La nuova stazione di Prima Porta ancora chiusa, nonostante i servizi di Striscia e le proteste del Comitato Pendolari. Le motivazioni in un'indiscrezioni che lascia increduli


Cancelli chiusi e transenne intorno all’edificio, la nuova stazione di Prima Porta, uno dei nodi cruciali della linea ferroviaria Roma-Viterbo, è ancora in stallo, ferma al palo. Della sua inaugurazione, attesa quanto ormai agognata, nessuna traccia. Intanto, poco distante, al vecchio fabbricato, ogni giorno va in scena il salto del tornello, fenomeno che da queste parti ha raggiungo livelli insostenibili e scandalosi.

Ai microfoni di Jimmy Ghione, storico inviato di Striscia, il responsabile della comunicazione di Atac, Giuseppe Noia, aveva assicurato che “contiamo di chiudere il cantiere e di aprire la stazione al pubblico in tempi strettissimi, se il collaudo va bene, anche entro luglio”. Intervista che, rilasciata il 27 maggio 2015 è diventata, suo malgrado, il simbolo di quest’assurda vicenda. Tant’è vero che è stata riproposta nell’ennesimo servizio di Jimmy, andato in onda il 14 novembre scorso.

Sul piede di guerra anche il Comitato Pendolari RomaNord che il 19 gennaio 2016 ha annunciato, sulle pagine del sito, di aver presentato un esposto alla Procura di Tivoli “per segnalare e per far controllare meglio come stanno andando le cose alla stazione di Montebello e a quella di Prima Porta”. Documento inviato, per conoscenza, alla Regione Lazio e all’Azienda: “Ci siamo sentiti costretti”, hanno scritto il responsabili del Comitato in quella circostanza, “dopo aver inutilmente atteso i tempi biblici degli enti preposti per avere una risposta adeguata e non il solito “copia-incolla” istituzionale”.

Ma in questo arco di tempo, da gennaio a novembre, le procedure hanno avuto un’impennata. Nella nota del 2 febbraio 2016 (protocollo n. 055389), la Direzione Regionale Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti ha fatto sapere, sia all’Atac, che al Ministero delle Infrastrutture, di aver approvato il definito progetto della nuova stazione con Determinazione Dirigenziale n. G00599 del 29 gennaio 2016. Mentre il successivo 14 aprile è stato firmato il verbale che consegna, materialmente, la struttura all’Azienda. Due passaggi importanti, completati col sopralluogo tecnico effettuato dalla stessa Atac tra ottobre e novembre.


Allora, perché quest’attesa? Cosa impedisce l’inaugurazione? Cosa manca all’appello? Da fonti aziendali autorevoli si apprende che in Atac, nonostante il tempo a disposizione, si sarebbero dimenticati di nominare il Direttore degli impianti di traslazione, e cioè del responsabile della sicurezza e del corretto funzionamento delle scale mobili e degli ascensori. Figura indispensabile, prevista dalle normative vigenti, senza la quale è impossibile aprire i battenti. L’indiscrezione lascia esterrefatti, ancor di più se si pensa che il Direttore di Esercizio delle ferrovie ha la facoltà di assumere quell’incarico. E gli utenti aspettano. Al prossimo scandalo. Alé.
    
    David Nicodemi