I Treni storici arrivano in Campidoglio


La sorte dei convogli storici Atac è ora nella mani dell'Assemblea Capitolina. Domani, 16 marzo, sarà discussa la mozione che prevede, in primis, la sospensione delle demolizioni



La vicenda dei treni storici Atac approda in Campidoglio, grazie alla mozione presentata dalla consigliera Svetlana Celli: “Lo scopo principale”, spiega la presidente del gruppo #Romatornaroma, “è dare una seconda vita a questi convogli, entrati nell’immaginario collettivo, da un lato valorizzandoli e, dall’altra, dare una nuova visione di mobilità e turismo”.

Tra le vetture inserite da Atac nel famigerato bando di alienazione, pubblicato sulla G.U. n. 44 del 16.04.2014, parte V - serie speciale-, vinto “presumibilmente dalla Soc. CO.FER.MET”, figurano le carrozze del 1932 della Roma-Viterbo e le elettromotrici della Roma-Lido. La serie MR (100, 200 e 300) per intenderci, quelle dalla cassa bombata ed elegante, utilizzate dal Presidente Luigi Einaudi il giorno dell’inaugurazione della prima metropolitana italiana (1955), l’attuale Linea B. “Attingendo alle risorse europee destinate alla cultura e alla mobilità sostenibile”, aggiunge la consigliera Celli, “è possibile la ristrutturazione di questi mezzi, seguendo gli esempi di Torino e della Calabria, con il Treno della Sila, e di Fondazione FS”.

La mozione ricorda che le carrozze della RomaNord “sono tutelati dagli articoli del Decreto Legislativo n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali) e che “i convogli della Roma-Lido sono da considerare patrimonio dell’archeologia industriale, pur non avendo raggiunto i 75 anni di età”. “Il DDL sulle ferrovie turistiche”, recita il documento, “licenziato dalla Camera ed ora all’esame del Senato (S.2670), classifica storici e turisti i mezzi ferroviari non più utilizzati per il normale esercizio commerciale, che abbiano compiuto il cinquantesimo anno dall'entrata in esercizio del primo esemplare o che abbiano compiuto il venticinquesimo anno dall'entrata in servizio del primo esemplare e che, per particolari caratteristiche tecniche, estetiche e industriali, siano testimonianza di significative evoluzioni nel campo del trasporto ferroviario nazionale”.

E ancora: “La demolizione totale ed indiscriminata cancellerebbe una memoria storica collettiva che potrebbe essere invece mantenuta e valorizzata, mediante progetti di recupero e ripristino mirati, come Il Treno della Tuscia e il Treno storico sulla Lido”. “Al riguardo”, sottolinea la Celli “è stato presentato un progetto di massima presentato da una cordata di associazioni del settore, racchiuse nel Comitato dei Trasporti Storici di Roma e del Lazio. Il Treno della Tuscia, in particolare, è il naturale sviluppo del turismo nel viterbese meridionale, poiché valorizza le bellezze naturalistiche, architettoniche e storiche del territori attraversati dalla linea”. Tra le Amministrazioni favorevoli quella di Sant’Oreste, guidata da Valentina Pini, che ha ufficializzato la propria adesione con la delibera di Giunta n. 7 del 6 febbraio 2017.

La mozione sarà discussa nella seduta di domani mattina, 16 marzo, che sarà possibile seguire in streaming sulla pagina del Comune di Roma. “Auspichiamo veramente che, dopo tanto lavoro, l’approvazione della mozione sarà unanime”, scrive Carlo uno degli amministratore della pagina, seguitissima, Romanderground, “perché la memoria storica cittadina è trasversale alla politica”. Alé.     
     David Nicodemi