Svio Roma-Viterbo, forse non tutti sanno che...

Nel deragliamento di venerdì mattina a molti è sfuggito un particolare interessante

È ancora prematuro stabilire le cause del deragliamento - o svio che dir si voglia – di venerdì mattina, 10 marzo, verificatosi mentre il treno, o meglio la rimorchiata pilota, si accingeva ad attraversare una delle curve insidiose che precedono il Ponte Treja, tra Civita Castellana e Sant’Oreste. Le ipotesi al vaglio sono molteplici, e tirare le somme adesso, sarebbe soltanto una mera trovata sensazionalistica.

© Il Blog di David Nicodemi

Ciò non toglie affatto la gravità all’episodio - l’ennesimo -, a prescindere delle motivazioni scatenanti (sghembo, alterazione geometria del binario, imperfezione dei bordini delle ruote etc etc.) e dagli esiti della commissione interna istituita da Atac SpA. Ed è in questo contesto che le preoccupazioni e gli interrogativi del Comitato Pendolari RomaNord, trovano un’ulteriore condivisione. Perché fanno leva sull’unico elemento certo, presente in tutta questa storia, dove in una maniera o nell’altra affiorano responsabilità, dentro o fuori l’Azienda.   Come dargli torto al Comitato?


Scorrendo le immagini – inedite – è possibile avere una visione completa, e drammatica, dell’infausto avvenimento. Tuttavia, sebbene lo scenario appaia pressoché identico, c’è da dire che le foto si riferiscono al deragliamento del 7 maggio 2011, tra le località La Fornacchia e Soriano Nel Cimino, nel quale rimase coinvolto il complesso Alstom 418; il medesimo che, venerdì mattina, è finito per terra. Un particolare sfuggito a molti, snocciolato esclusivamente per dovere di cronaca. Alé.   
       David Nicodemi