Macchinisti Linea B sul piede di guerra: "Ecco quali sono i nostri compiti"

Stanchi delle polemiche e delle responsabilità che gli attribuiscono, i conducenti racchiusi nel profilo collettivo twitter Conduttoremetrob presentano il "vademecum generale sui comportamenti da tenere"


Emergenza bus in fiamme a parte, l’ultimo si è carbonizzato oggi a Ponte Mammolo, sabato scorso, 20 maggio, si è verificato il guasto tecnico in Linea B in corrispondenza della fermata Castro Pretorio: “Degli interminabili secondi di panico con i passeggeri in fuga dai finestrini rotti da altri utenti già riusciti ad evacuare dai vagoni. È accaduto intorno alle 15:30”, ha rendicontato Mauro Cifelli de RomaToday, “in seguito ad un boato avvertito sui convogli dai tanti pendolari che a quell'ora affollavano la metropolitana”.

Appurato che il boato è stato provocato dalla rottura di un flessibile collegato a uno dei compressori montati sul treno, resta da capire il motivo per cui i passeggeri, terrorizzati, sono stati costretti a uscire dai finestrini, una volta mandati in frantumi i vetri. Nel merito, va subito chiarito che, essendo parte del convoglio fermo in galleria, il macchinista non poteva aprire le porte. Lo prescrive il Regolamento Circolazione treni attualmente in vigore: “[…] Ogni qualvolta si renda necessario evacuare i viaggiatori di un treno fermo in linea [e cioè in galleria ndr], operazione che deve essere sempre autorizzata dal DCT salvo il caso di imminente pericolo, il personale di condotta dovrà darne preventivo annuncio con impianto di bordo per la diffusione sonora, invitando i viaggiatori alla calma, ad usare le banchinette di servizio, ove esistenti, a non invadere la massicciate, indirizzandoli verso la stazione o fermata più vicina. Il personale di condotta dovrà quindi far defluire i viaggiatori dal treno alla banchinetta, aprendo manualmente le porte […]”.

Pertanto, come mai gli utenti non sono riusciti a aprire le porte? Dal panico oppure da un ulteriore guasto durante lo sblocco meccanico? C’è da dire che ogni porta dei convogli MB 100, che rispettano gli standard dei treni per le metropolitane, nonostante l’età, è dotata di due leve, quella dell’allarme, pomello rosso, e quella delle emergenza porte, pomello blu, alloggiata nel baule sovrastante. Come avevano avuto modo di spiegare, nell’articolo IncidenteLinea B, lacunosa la versione dell'assessore Meleo, il primo dispositivo, «provoca nella cabina di guida attivazione di una suoneria», recita il Regolamento Circolazione Treni all’art. 19 comma 8, «oltre all’accensione della spia rossa ubicata all’esterno della vettura interessata, senza determinare la frenatura del convoglio». L’altro, invece, consente lo sbocco pneumatico della porta: per ottenere la completa apertura, infatti, è necessario intervenire manualmente, spingendo le ante e facendole scorrere lungo le guida. Una volta sbloccata meccanicamente, la porta non risponde più ai comandi del macchinista, altro punto da assodare.


Writers in azione al tronchino Rebibbia. E la sicurezza?
Fatte le doverose premesse, e accertato il corretto comportamento tenuto dal macchinista, si torna al quesito iniziale. E non è poco, viste le scene drammatiche. Mancato funzionamento? “Non possiamo escluderlo”, dicono i macchinisti racchiusi nel profilo collettivo twitter Conduttoremetrob (@Cond_metrob), il Pasquino della Linea blu, indigesto all’Atac. “Le manutenzioni al materiale rotabile sono quelle sono, nonostante gli sforzi dell'officina ci troviamo a combattere con guasti ripetitivi. Di conseguenza è possibile che quelle porte, una volta isolate, siano rimaste serrate: è solo un’ipotesi, chiariamo, non vogliamo far del mero allarmismo”. Scusate ma non fate i controlli prima di salire a bordo? “Certo, però contestiamo la riduzione dei tempi di controllo dei materiali. E comunque, noi controlliamo l’effettiva piombatura della maniglie dell’emergenza porte e siamo impossibilitati a verificare il loro funzionamento, perché, appunto, sigillate”.

I macchinisti poi si soffermano sulle pulizie dei treni che non sarebbero ottimali: “Alle volte”, dicono, “siamo costretti a guidare con banchi sudici. Le colpe non sono dei pulitori, bensì del capitolato in essere che mira al risparmio. Aggiungiamo che molto spesso le sverniciature avvengono in luoghi non idonei per questo tipo di operazione. Mostreremo video e foto”. Altra sciabolata. Inquinamento ambientale? Problematiche serie e gravi, cosa penserà il Direttore dell’Operations?

In attesa di un cenno da parte del supremo Ingegnere, chiamato in causa dalle oggettive anomalie, i macchinisti de Conduttoremetrob, stanchi delle polemiche e delle responsabilità che gli attribuiscono, hanno prodotto un “vademecum generale del comportamento da tenere, al fine di non incorrere in contestazioni disciplinari”. In tutto due pagine fitte, già in distribuzione. 
Vademecum Linea B

“Lo scopo è quello di ricordare i doveri e gli obblighi, effettivi, cui i colleghi devono attenersi scrupolosamente”. Perché? “Viviamo in una realtà schizofrenica, siamo bombardati dalle informazioni, che sovente ci fanno dimenticare le faccende serie. Il nostro è un lavoro di grande responsabilità, trasportiamo ogni giorno migliaia e migliaia di utenti, è bene rammentare quali sono i nostri compiti. Anche perché l’Azienda al momento opportuno, non fa sconti a nessuno, sia chiaro, neanche se ha torto”. Chiarissimi. Alé. 
     David Nicodemi